L’eleganza del Tocco. Tra Psiche e Realtà.



Toccare è indubbiamente il mezzo di comunicazione più antico ed universale nelle interazioni umane, pur con le dovute differenze a riguardo.

Nella cultura occidentale uomini e donne toccano in modi diversi: gli uomini tendono ad avere contatti più formali, limitandosi a strette di mano o pacche sulle spalle, mentre le donne sono più cordiali e spesso trasmettono anche messaggi affettivi.

Affettività che possiamo anche esprimere sul nostro stesso corpo accarezzandoci o massaggiandoci quando siamo nervosi o tristi ed abbiamo bisogno di essere rassicurati.

Da dove vengono queste àncore?

Facciamo un passo indietro

fea-embrioneLa nostra esistenza è cominciata in un ambiente acqueo, laddove il battito di nostra madre ed il ritmo della sua respirazione scandivano la danza che ci cullava nella placenta.

L’abbraccio liquido entro cui ci sviluppavamo è stato il primo Ambiente che abbiamo conosciuto come mondo esterno.

Un mondo esterno davvero bizzarro, a pensarci.

Nelle primissime settimane di vita siamo esistiti all’interno del tessuto uterino della Madre che ha permesso all’embrione di creare una sacca amniotica entro la quale potessimo crescere.

Un Mare Interno che è stato il nostro primo microcosmo. Protetti e Cullati questo Mare ci accarezzava. Crescendo questo spazio è diventato stretto: nelle ultime settimane gli organi e la parete addominale di nostra madre ci “fasciavano strettamente” massaggiandoci con più energia.

Il momento della nascita sancisce l’ingresso in un mondo più vasto. Passiamo da un mondo “acqueo” ad un mondo “aereo”. Non si è più sospesi e cullati a gravità zero, ed il neonato si trova ad interagire con un mondo più “freddo”, asciutto e pesante.

Non ha le capacità motorie per tirarsi su da solo, nell’espressività vocale è enormemente limitato, e la vista ancora non è in grado di fornirgli informazioni certe su chi sia intorno a lui.

Allora come può confrontarsi col mondo? Il neonato odora l’ambiente, ma in primis … lo tocca.

Cerchiamo di capire insieme.

Regredite con me.

La vista è offuscata (dopotutto siete nati da poco), il naso e l’udito vanno bene, ma non possiamo parlare, al limite piangere o vagire qualcosa. Siamo inermi contro il mondo e moriremmo senza assistenza continua. Per questo motivo siamo costantemente Toccati per farci sopravvivere: siamo attaccati al seno di nostra madre per nutrirci (altro tocco fondamentale), veniamo “manipolati” per essere lavati e vestiti.

L’unico mezzo che avevamo ed abbiamo per esprimere amore, o farci sentire amati e desiderati è, essenzialmente, essere presi in braccio.

Questo ci faceva sentire davvero al centro dell’Universo.

Col tempo la nostra crescita ha reso sempre meno necessaria l’assistenza degli altri per la nostra sopravvivenza. Veniamo toccati di meno, e se ci andiamo a pensare, le carezze e gli abbracci si manifestano in concomitanza di espressioni di affetto nei nostri confronti.

Crescendo ancora, il gesto è stato sostituito dalla parola.

Ti voglio bene

Ti amo

Ti ammiro

Ti sono vicino

Parole, parole parole.

Abbiamo sostituito il calore di un corpo, con la sonorità dell’aria.

Via via che la coscienza del sè si sviluppa, e la nostra Mente evolve verso la Maturità emotiva ed intellettuale, resterà sempre forte il bisogno di soddisfare i bisogni della prima sfera di coscienza dell’individuo: la coscienza del sè neonatale, dominato dal bisogno di sentirsi amato e di piacere.

Come? Attraverso il tocco che è la prima forma di comunicazione che il corpo è in grado di interpretare, perfino fin da prima della sua nascita.

Così nel nostro essere adulti, il tocco soddisfa i bisogni di più antichi della nostra psiche.

C’è solo la richiesta di essere amati e di piacere, e questo vuole essere comunicato non attraverso le parole ma attraverso il calore ed il contatto di un altro corpo.

In periodi di particolare malessere, quando percepiamo che abbiamo bisogno di mettere in pausa la maratona che siamo correndo ( vogliamo chiamarla Vita Moderna?), alzare il telefono e chiamare il tuo massaggiatore di fiducia è un atto d’amore nei propri confronti.

Perchè?

1. Ti calma la mente

2. Elimina quei dolori muscolari che eventualmente ti trascini da parecchio (per quale motivo poi?)

3. Contrasta l’invecchiamento cutaneo

4. Prendersi cura di sè NON è un LUSSO, ma un ATTO D’AMORE nei propri confronti.

Buon Viaggio

Cristel

3926318754

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